— RAFFORZARE IL TERZO POLO DI CENTRO PER POTER DARE DELLE RISPOSTE CONCRETE ALLE SPERANZE DEGLI ITALIANI !!
Tenendo preliminarmente presente, e ci teniamo ribadirlo, che una legge elettorale può cancellare una forza politica dal Parlamento, ma non può cancellarla dalla volontà dei cittadini che in essa sono presenti e che per essa si fanno sentire, né può trasformare il sistema politico di un Paese Liberale e Democratico in un preteso sistema bipartitico quando nella realtà politica non esiste ed invero viene artatamente strutturato a convenienza (vedi Lega Nord, MPA e Italia dei Valori accolti in coalizione dai due Poli).
Fatta questa doverosa premessa, c'è da dire che mentre nel centrosinistra si affievoliscono le speranze "Franceschiniane" per un Partito democratico moderato e consapevole preteso da Walter Veltroni (che l'elettorato di centrosinistra ha mal digerito sia in Abruzzo che in Sardegna), l'invenzione berlusconiana del partito unico di centrodestra altro non è stata che la convergenza tra Forza Italia e Alleanza Nazionale.
Stando così le cose, la storica insofferenza di buona parte dell’elettorato italiano ad essere imbrigliato in schieramenti nei quali non si identifica, si dimostra ancora una volta un elemento di vitalità e di propulsione per le realtà aggregative nuove. Da qui il maturato progetto della creazione del TERZO POLO DI CENTRO !
Abbiamo di fronte una scadenza elettorale, quella del rinnovo del Parlamento Europeo, che può essere un'occasione decisiva per riaffermare il ruolo di tutti i partiti che entreranno nel grande cartello nel pieno rispetto della loro identità e autonomia.
E' di tutta evidenza che la scelta del Terzo Polo di Centro di rilanciare la costituente Democristiana, Liberale, Repubblicana e Socialista riformista è stata opportuna e tempestiva. Ma non bisogna indugiare oltre. Occorre che questa scelta si tramuti in precisi atti operativi e soprattutto visibili; che il Terzo Polo di Centro sappia e voglia aggregare tutte le forze autenticamente Democratiche e che l'elettorato sappia da subito che esiste una speranza nuova che intende fare una politica fra la gente e con la gente ascoltandone le istanze, e denunciando le criticità rappresentate. Una politica, in sintesi, avulsa dalle pastoie burocratiche della vigente casta ambidestra e bipolare.
L’obiettivo è quello di costruire un soggetto politico, capace di contrastare la deludente strategia operativa di una politica sempre più autoreferenziale e debole soprattutto sul fronte delle emergenze sociali, sulla giustizia, sulla sicurezza, sulla galoppante crisi prossima alla recessione.
Un’alleanza con il Terzo Polo di Centro è possibile, e sarà coniugata sulla base di regole e programmi condivisi. La disponibilità del Terzo Polo di Centro c’è. E non è certo una questione di voti, per capirci non sono le elezioni Europee il motivo trascinante di questa possibile operazione. Non ci chiamiamo Popolo delle Libertà, non ci chiamiamo Partito Democratico e non abbiamo fatto il Congresso preliminare per mettere alla berlina chi è più debole. La nostra è una sfida che vuole andare oltre l’unione formale.
La riforma della legge elettorale per le Europee, impone uno sbarramento al 4%. Ma è una truffa, perché al Parlamento Europeo andranno centinaia di partiti. E poi è scandaloso ciò che ha fatto il governo, negando la rappresentatività ad una fetta di elettori italiani che rasenta il 17%.
Noi crediamo nel progetto del Terzo Polo di Centro e lo riteniamo la strada maestra da percorrere: quella dell’aggregazione più vasta con altre forze politiche, che punti su un chiaro messaggio di solidarietà con i popoli europei e nel nome della libertà e della Democrazia.
Abbiamo cominciato a parlarne con i Segretari delle altre forze politiche che da sole non raggiungono la soglia Veltrusconiana, dai socialisti moderati ai popolari di Lombardo, dalle rinnovate forze Casiniane ai Liberali, dalla destra moderata di Storace ai Repubblicani, dai Pensionati ai Diversamente Abili. Il Terzo Polo di Centro vuole essere protagonista: in Italia, per difendere la democrazia, nel Parlamento Europeo per far sentire la sua voce e gridare no al Trattato di Lisbona, che annulla la sovranità degli Stati, per pretendere la difesa dell’economia italiana e respingere, con l’applicazione delle clausole di salvaguardi l’invasione di prodotti concorrenziali cinesi, ma anche per rivendicare l’identità cristiana del suo popolo e dire no ai testamenti biologici, no agli OGM, no alle sperequate aliquote di tassi percentuali applicate dalle Banche, no all’assistenzialismo per i Paesi nuovi in Eurozona che bussano per aiuti da utilizzare nei loro piani anticrisi.
Sante Pisani (Vice-Segretario Nazionale del Polo di Centro - Democrazia Cristiana)